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Acquistare Un Pappagallo in Salute: Consigli Utili

Cocorite Albino "Alby"

In molti ci avete chiesto: Come faccio a riconoscere in negozio se un pappagallo è in salute o no?

Bene, cercherò di rispondere a questa domanda in quanto, molti negozi trattano gli animali davvero da schifo, tenendone tanti ed in gabbie piccole dove soffrono, si rovinano il piumaggio, e vengono beccati.

Non cè una vera e propria regola per vedere se un pappagallino è in salute o no, ma possiamo osservarlo notando alcune cose:

  • ASPETTO COMPORTAMENTALE/GENERALE: Il pappagallino deve essere allegro, muoversi, svolacchiare per la gabbia, cantare felice. In caso contrario, se il pappagallino è isolato dagli altri, o passa molto tempo con la testa fra le ali come se dovesse dormire, è malato. I pappagallini quando stanno male tendono ad isolarsi dal gruppo e passano molto tempo col piumaggio gonfio e a dormire.
  • IL PIUMAGGIO: Deve essere perfetto, uniforme e senza zone con assenze, la coda ben formata ed il colore splendente. Capita spesso che in gabbie piccole con molti esemplari il piumaggio non sia proprio ottimo, io ho acquistato pappagallini col piumaggio rovinato/assente e gli ho somministrato per un mese vitamine ed alimentazione corretta, si sono rimessi ed ora sono bellissimi, ma pretendete sempre animali PERFETTI perchè li state pagando!!
  • OCCHI/NARICI: Gli occhi devono essere ben aperti, vivaci e splendenti, non semichiusi od opachi, mentre le narici ben pulite, non mucose o umide.
  • ZONA ANALE: Molto importante, deve essere pulita, e non imbrattata di feci .

Questi sono dei semplici accorgimenti, da notare prima dell’acquisto di un volatile. Speriamo di esservi stati utili, un saluto ed al prossimo articolo!

Come Allestire la Gabbia del Pappagallino: Posatoi,Beverini,Giochi

La gabbia, è una delle cose essenziali in quanto è la casa del pappagallino e deve essere allestita bene per farlo vivere sereno e in salute.

Cominciamo col dire, che le sbarre della gabbia devono essere orizzontali in modo che il pappgallino si diverta ad arrampicarsi col becco, e che le dimensioni minime sono: Altezza:50 cm, Larghezza:50cm, Lunghezza:90 cm.

 

Continuiamo analizzando tutto ciò che andrà ad allestire la gabbietta.

  • POSATOI: Non cè una quantità prefissata da inserire, anche perchè dipende dalla grandezza della gabbia, devono essere messi in modo da non affollare troppo la gabbia e permettere al pappagallino di sgranchirsi le alette ( a volte le sbatte veloci per sgranchire senza volare ). I materiali in genere sono di plastica, anche se consigliamo rametti di salice, pioppo o acacia perchè i pappagallini sono abituati a questi in natura ed amano morderli col becco e scortecciarli. Teniamoli sempre puliti lavandoli spesso se sporchi, e il diametro deve essere ne troppo grande, ne troppo piccolo perchè crea difetti posturali al pappagallo.
  • ABBEVERATOI E MANGIATOIE: essenziali per il nutrimento del pappagallo, devono sempre essere puliti, soprattutto l’acqua che diventa stagnante ( a volte i pappagallini ci immergono dentro dei semini per ammorbidirli ) e di conseguenza porterebbe malattie. Possiamo consigliare anche di mettere due beverini per stare più tranquilli che l’acqua sia sempre disponibile e più pulita, comunque è bene cambiarla almeno due o tre volte a settimana. Per quanto riguarda le mangiatoie, molte gabbie le hanno esterne, per non disturbare il pappagallino e i piccoli ( se sta covando ) in commercio invece si trovano interne che sono molto più capienti e vanno attaccate all’interno della gabbia.
  • IL FONDO DELLA GABBIA: Importantissimo anche questo, deve essere SEMPRE diviso dalla griglia, in modo che il pappagallo non sia a diretto contatto con le feci. Per il fondo possiamo usare del tutolo di mais, come anche la lettiera per gatti, ma il più indicato è il classico foglio di giornale che non tradisce mai.
  • I GIOCHI: non devono mancare anche questi e vanno sostituiti spesso, faranno passare del tempo al pappagallini in momenti di nostra assenza. Ad esempio una piccola altalena con dei gadget attaccati, nei negozi di animali ne troviamo davvero tanti, uno vale l’altro quindi non preoccupatevi, il vostro amico ringrazierà sicuramente.
  • OSSO DI SEPPIA/POSATOIO LIMAUNGHIE: Servirà al pappagallino per pulirsi il becco e limarselo, utile anche il posatoio limaunghie reperibile come accessorio nei negozi di animali.
  • VASCHETTA PER IL BAGNO: utile ai pappagallini nella stagione estiva, e a razze come gli agapornis che amano l’acqua. Nei negozi di animali possiamo acquistare quella esterna, e riempirla di acqua.

Abbiamo analizzato le componenti essenziali della gabbia, le cose che non devono mancare e come mantenerle efficienti. Il pappagallino passa molto tempo dentro la gabbia, proprio come noi a casa, quindi per lui deve essere piacevole essere dentro la propria casa. Non trascuriamo mai questo aspetto perchè è davvero importante.

Un saluto ed al prossimo articolo!

 

Il Comportamento ed il Linguaggio dei Pappagalli

 

Come ogni animale domestico e non, i pappagallini hanno un comportamento ed un linguaggio sia “verbale”, che del corpo.

E’ bene conoscere il pappagallo prima di avventurarsi nell’allevamento e nell’acquisto. I pappagallini hanno un comportamento molto complesso, ed hanno un’ottima memoria, a differenza di un cane non amano i padroni incondizionatamente, ma imparano a “fidarsi” di loro piano piano.

E’ importante anche, crescere il pappagallo con amore, quando lo si prende evitare di essere nervosi, avere paura, alzare la voce o disturbarlo, lui capisce bene il nostro stato emotivo e di conseguenza crescerà con odio/paura se abituato male.

Tuttavia, apparte questa breve introduzione, possiamo associare delle situazioni ad un qualcosa che il pappagallo vuole comunicarci ovvero:

 

  • Il pappagallo è appollaiato, gonfio, e su una zampa sola: E’ rilassato, evitiamo di disturbarlo in quanto potrebbe innervosirsi, cerca un momento di relax
  • Sbadiglia, Stira il collo: Il pappagallino ha sonno, anche in questa situazione non disturbiamolo troppo che cerca un momento per dormire.
  • Fischia, Canta con Entusiasmo: Il pappagallo che canta e fischia con vivacità significa che è in ottima salute, è contento e tranquillo e questa energia nel massimo stadio si presenta in prima mattinata.
  • Ringhia, Soffia, Emette dei versi Strani: Il pappagallo è spaventato, è nervoso, stiamo attenti perchè essendo in questo stato potrebbe beccare per difendersi, lasciamolo in pace.
  • Si Pulisce il Piumaggio: Il pappagallino passa molto tempo a pulirsi le piumine, passando il becco sulle piume come per lisciarle. Se vediamo che questo comportamento è anomalo, ovvero tutto il giorno a pulirsi con zone del corpo col piumaggio assente, preoccupiamoci perchè potrebbe essere un attacco da parte di parassiti: cè un articolo nel sito apposito visitatelo.
  • Rigurgito di Cibo: Escludendo patologie, questo è un comportamento naturale, a scopo di corteggiamento fra due pappagalli, il maschio rigurgita del cibo nel becco della femmina nutrendola.
  • Abbassa la testa e ci guarda: il pappagallino vuole le coccole, negli agapornis diamogli con il dito, delle piccole grattatine sotto il becco ne andrà pazzo.
  • Batte le ali o “ringhia” sollevando le penne della nuca/capo: Questo è un comportamento intimidatorio che il pappagallo fa per spaventare una persona o un altro volatile, possibile beccata se lo infastidiamo.

Questi sono alcuni delle più frequenti azioni di un pappagallino. Ne esistono molte altre che non citiamo, tuttavia ogni padrone imparerà a conoscere il suo amico e capire cosa vuole comunicarci. Diamogli affetto e siamo tranquilli con lui, e vedrete che ci ricambierà restandoci fedele per tutta la vita.

Allevare le quaglie: L’alimentazione corretta

Dalle statistiche del sito, ci rendiamo conto che molti di voi sono interessati all’allevare quaglie, al distinguerne il sesso ma… Cosa mangia precisamente una quaglia? Avete cercato anche questo, ma ancora non avevamo creato un articolo in riguardo.

Distinguiamo l’alimentazione della quaglia, ovvero:

In natura la quaglia si nutre di semi e bacche che trova in giro per il terreno, mentre in primavera e in estate mangia larve ed insetti che forniscono molte proteine utili a crescere la prole. La quaglia aiuta la sua digestione ingerendo anche piccole pietruzze quindi non preoccupiamoci.

In allevamento, vi parlo della mia esperienza, do alle mie quaglie prodotti che prendo in agricola di cui vanno pazze, e vi elencherò anche il prezzo per confrontarlo con i negozi di tutta Italia.

Uno dei mangimi più conosciuti, che fa invadere l’allevamento di uova è L’ovaiolo ( quello che si da ai pulcini per le prime settimane di vita ). Sacchette da 25 kg si aggirano sui 10 euro, ed è un mangime giallastro molto fine, con piccoli pezzi di grano macinato, insieme ad altre sostanze altamente nutritive che aiuteranno la deposizione delle uova. Data la sua forte proprietà nutritiva si sconsiglia l’uso esclusivo nel sistema di alimentazione di questo prodotto. Non abusiamone.

Un altro mangime è lo sfarinato/misto polli. Sempre un misto di granoturco macinato, insieme a farina e pellet di vario genere che sazierà le nostre quaglie. Questo si aggira sui 9 euro sempre sacchette da 25 kg, nell’agricola della mia città.

Consiglio vivamente anche, il mangime per i cocoriti, per intenderci il miglio, nell’agricola dove mi fornisco una sacca da 5kg costa 5.50 euro, e le quaglie ne vanno davvero matte. Possiamo sperimentare mix con tutti questi 3 mangimi, in modo da dare un’alimentazione equilibrata e sostanziosa.

Ma occhio ragazzi, questi sono mangimi. Dobbiamo integrare l’alimentazione con verdure, frutta, e personalmente getto nella voliera anche scarti alimentari della mia casa, e vedo che amano tutto. Anche se vanno pazze esclusivamente di insalata.

Potrà sembrarvi che le quagli sprechino il mangime, gettino tutto a terra. Lasciatele fare, loro beccano prima il meglio gettando il peggio a terra, voi non somministrate mangime finchè il precedente non sia totalmente finito, alle quaglie piace razzolare per terra e soprattutto NON SPRECANO NIENTE!!! Io le tengo nella voliera con i pappagalli e vi assicuro che mangiano tutti gli scarti dei pappagallini!!

Spero di essere stato chiaro, infondo la quaglia è molto simile alla gallina, solo che non mangia parti grandi per via del suo piccolo becco. Per qualsiasi chiarimento, o dubbio, non esitate a contattarci. Andate nella sezione contatti e scriveteci!!!

Un saluto ed al prossimo articolo!

 

Taglio delle Unghie, Limaggio del Becco dei Pappagalli

Molte persone a cui abbiamo venduto dei pappagalli ci scrivono di questo problema. Le unghie dei pappagalli, come quelle umane, crescono ed a volte diventano fastidiose. Il pappagallino allevato a mano se tenuto sul dito può graffiare, rovina le magliettine con le sue unghiette, rimane impigliato, e mille altri problemi che i nostri lettori ci scrivono. Ma anche il becco, portiamo l’esempio degli inseparabili, va tenuto sotto controllo. Sappiamo che il becco degli agapornis è un vero uncino che, anche se il pappagallino gioca, può pungerci facilmente e fare molto molto male. Anche il becco è un problema risolvibile con una bella limatina, ci avevate pensato?

Partiamo con le unghie. Su internet girano molte guide su come spuntarle, ricordiamo di fare molta attenzione, come nel taglio delle ali. Le unghie dei pappagalli al loro interno hanno dei capillari, che se tagliati, danneggiano irreparabilmente la salute del nostro pappagallino.

La migliore foto che ho trovato su internet, è questa, e vi spiega quando un unghia è troppo lunga, normale, o se è stata tagliata male:

Naturalmente pertagliare l’unghia va bene il classico tagliaunghie umano, che taglia nettamente e precisamente, facendo attenzione al capillare che, nelle unghie chiare, possiamo intravedere controluce, mentre se il pappagallino ha le unghie scure, è difficilissimo da notare.

 

Passiamo ora al limaggio del becco.  Innanzitutto la crescita anomala del becco può essere causa di negligenze del padrone, perchè nella gabbia dobbiamo lasciare a disposizione del nostro amico, l’osso di seppia, un posatoio limaunghie ( molti non sanno nemmeno cosa sia ), dei rametti di salice ( amano rosicchiarli e questo allenta la crescita anomala del becco ) e addirittura esistono anche dei blocchetti minerali sempre per risolvere questo problema. Consigliamo vivamente di acquistare tutto questo materiale in un negozio specializzato per prevenire il problema. Comunque, anche se sconsigliata da tutti, possiamo dare una piccola limatina al becco ( porto sempre l’esempio degli agapornis ) con una semplice limetta a grana fine per le unghie. Delicatamente dobbiamo tenere il becco del pappagallino fermo e strofinare piano piano sulla punta fino a limare quella parte di punta che buca e fa male.

Ringraziamo tutti per la lettura, e vi aspettiamo sul nostro gruppo su Facebook ( cercate su FB “allevamentolapiuma” per seguirci ). E vi aspettiamo anche sul nostro canale di Youtube!!

 

Agapornis Fischeri

 

Questo pappagallino appartiene alla famiglia degli agapornis, e deve il suo nome Fischer,  all’esploratore tedesco Gustav Fischer.

Fu scoperto nel 1800 e venne allevato per la prima volta nel 1920 circa. Sono originari e popolano il Kenia, e la Tanzania, dove vivono in vaste colonie a 1000/1700 metri di altezza. Come abbiamo detto nell’articolo degli agapornis a collo rosa, una coppia di uccellini può rimanere tale e unita per tutta la vita, e danno vita a famiglie numerose.

Le dimensioni del fischeri sono uguali a quelle degli altri inseparabili, ovvero pesa circa 40 grammi, e sono lunghi circa 15 cm. La particolarità di questi uccellini è il becco di un rosso acceso, e l’occhio contornato di bianco ( pelle detta anello perioftalmico ). Vivono, 20 anni in cattività, e 10 in gabbia se alimentati  e curati per bene.

Non possiamo, come nel resto degli agapornidi, riconoscere a vista il sesso, nei fischeri il maschio è praticamente uguale alla femmina. I loro colori sono, prevalentemente verdi sul corpo, più scuro sulle ali e più chiaro sul petto, mentre sulla testa, è arancione-pesca intenso sul davanti e tendente al marroncino sulla nuca.

Si riproducono nel periodo da maggio a giugno, ha una durata di 22-23 giorni, e dà dalle 3 alle 6 uova.

È indispensabile che gli uccelli si bagnino spesso durante la cova poiché l’alto tasso di umidità garantisce la schiusa. I piccoli usciranno dal nido verso tra il 35º e il 38º giorno. In libertà costruiscono il nido in colonie di più elementi nelle cavità di grossi arbusti.

Si nutrono di semi, misto per parrocchetti, semi di girasole, verdure e spighe di panico che trovano in natura. Hanno una spiccata intelligenza ma non parlano, in cattività sono molto allevati anche se in natura sono una specie minacciata.

Per quanto mi riguarda, questi pappagallini sono davvero splendidi e particolari, hanno un visino dolcissimo anche se rispetto alle altre specie, sono aggressivi ( intolleranti verso altre specie ) e molto molto vulnerabili a sbalzi di temperature, vanno sempre tenuti in un ambiente caldo in inverno.  Allevati a mano sono un vero amore, molto docili, giocherelloni ed affettuosi.

Igiene e Cura del Pappagallino ( Combattere i parassiti )

Salve a tutti e ben ritrovati nel nostro sito.

Oggi parliamo di come curare l’igiene e la salute del nostro pappagallo, con dei prodotti specifici.

Può capitare che il nostro pappagallino si ammali, venga infestato da acari e parassiti, abbia le zampe screpolate, o addirittura che perda piume.

L’igiene è importantissima. Intanto, consigliamo di pulire sempre bene la gabbia, almeno due volte a settimana, cambiare il foglio di giornale sul fondo, pulire con alchol o prodotti per la pulizia tutta l’intera gabbia e non togliete mai la griglia sul fondo della gabbia che fa in modo che i pappagallini non camminino sugli escrementi e su tutti i rifiuti che giacciono sul fondo ( sono pieni di batteri ).

Lavate poi, il beverino ogni volta che lo riempite, insomma, un’accurata pulizia di ogni parte della gabbia eviterà il formarsi di spiacevoli parassiti e darà al pappagallino un maggior tenore di vita.

Purtroppo, in ambienti sporchi, o può succedere anche in ambienti puliti, può capitare che il pappagallino venga infestato da pidocchi, parassiti o acari. Ce ne accorgiamo perchè il pappagallo si gratta continuamente in determinate zone, e il piumaggio non è perfetto, assente in qualche punto. Per rimediare a questo problema usiamo uno spray, che si rimedia facilmente su internet, o nelle uccellerie,  il suo nome è neoforactil,  un insetticida acaricida che si spruzza sul piumaggio del pappagallino, sia per eliminare il problema, sia per prevenirlo. Evitate di spruzzarlo sulla testa e sugli occhi, e potete utilizzarlo anche sulla gabbia e sulle attrezzature contenute in essa.

Un esempio di parassiti che attaccano alle zampe l’uccellino.

Può succedere anche, come nella foto,  che al pappagallino si screpolino le zampine o per attacco dei parassiti, o perchè le zampine diventano scagliose.  Per questo altro problema possiamo usare Canary pomata sia per curare questo problema che per prevenirlo, è una crema che combatte la scagliosità delle zampe dei volatili, addolcendo la pelle.

Più avanti tratteremo malattie più gravi come la scabbia e la rogna, la depressione del pappagallino, convulsioni ecc ecc… Questo era solo un piccolo articolo sulla pulizia e l’igiene della gabbia, parlando di due prodotti utilissimi a combattere e curare le infestazioni di basso/medio grado. Un saluto dal nostro allevamento!

Come spuntare le ali del pappagallo

Questa è una tecnica che molti ritengono brutale.

Per quanto ci riguarda è molto utile a chi, alleva pappagalli ed a chi, tiene il pappagallino sempre libero, in spazi aperti o a chi piace portarselo ovunque senza gabbietta.

L’obiettivo di questa tecnica è quello di limitare il volo, in modo di non lasciare che il pappagallino fugga. Infatti, spuntandogli le ali, il pappagallino tenderà a cadere a terra piuttosto che salire in aria.

Consigliamo di non abusare di questa tecnica, ovvero, evitate anche il fai da te se non avete una certa dimestichezza, rischiate di fare del male al pappagallino.

La tecnica non è dolorosa, e non è eterna, dopo pochi mesi le piume del pappagallino ricresceranno e l’operazione andrà ripetuta.

Vi postiamo subito  una immagine presa dal web che illustra l’ala del nostro amico ed il punto dove tagliare.

 

 

 Ora passiamo alla tecnica: l’ala del pappagallo andrà aperta totalmente.  Prendiamo una forbice ( possibilmente da parrucchiere, quelle con la lama lunga ). Bisogna tagliare le penne remigranti primarie, le prime 10 da destra, quelle in blu nella foto, all’altezza delle copritrici primarie, seguendo la linea di taglio.

Attenzione a non tagliare le penne che stanno nascendo, sono ben visibili, al loro interno hanno una piccola venuzza che se tagliata… Farà male al pappagallino, e uscirà parecchio sangue.  Nel dubbio, potete tagliare ogni piuma singolarmente almeno avrete bene il controllo della situazione.

E’ consigliabile anche non tagliare le piume prima che il pappagallino abbia imparato bene a volare, in quanto sviluppa i muscoli pettorali.

Infine, ricordiamo che questa non è una tecnica che limita il pappagallino per sempre. Non è dolorosa, non è brutale. Il mio agapornis roseicollis ha le ali leggermente spuntate, sarebbe un grande dolore se inavvertitamente volasse via, anche perchè lo porto dappertutto, ed è quasi sempre libero per casa.

Per chi avesse dei dubbi, o chi volesse l’aiuto, possiamo aiutarvi ( anche facendolo noi ) a spuntare le ali al vostro pappagallino.

Anche per questo articolo è tutto, e vi invitiamo tutti nella nostra nuova pagina di youtube ( presente nei link ) e sul nostro canale di youtube!!

 

Incubazione Artificiale di Uova

 

In un articolo precedente, abbiamo postato il video di una schiusa e conseguente nascita di piccole quaglie comuni.

Questa tecnica è detta incubazione artificiale, in quanto, la quaglia, nel mio allevamento, non covava spontaneamente le uova, e per rimediare ho acquistato una incubatrice.

L’incubatrice non è altro che un contenitore di plastica, dove vengono disposte fino a 54 uova di gallina. Questo contenitore mantiene una temperatura costante di 37.7 gradi, sufficiente a far sviluppare l’embrione nell’uovo.

Molte persone si lamentano per il cattivo funzionamento dell’incubatrice, ma spesso, per la maggior parte delle cause, la non riuscita delle schiuse è data dalla non curanza di alcune regole fondamentali.

Elenchiamo queste 4 regole.

Temperatura Interna: abbiamo detto, fissa a 37.7 gradi, può oscillare di +0.2 o  o  -0.2 poco importa.

Temperatura Esterna:  dobbiamo considerare anche la temperatura esterna, ovvero il locale in cui l’incubatrice è posta, per una buona riuscita è consigliata una temperatura tra i 18° e i 24°, e l’incubatrice deve essere lontana da correnti di aria e lontana dal sole diretto in quanto influisce molto sulla costanza della temperatura interna.

Umidità: Deve essere compresa tra il 52 e il 55%, ogni incubatrice avrà delle vaschette da riempire con dell’acqua che porteranno all’interno la giusta umidità.

Le Uova: Prima dell’incubazione devono essere mantenute in un locale ad una temperatura di 20° con umidità compresa tra il 55 ed il 75%, e fondamentale, non incubare uova dopo una settimana dalla covata, perchè la percentuale di schiusa dopo la settimana è quasi nulla.

 Dopo questi 4 piccoli e fondamentali accorgimenti passiamo all’incubazione.

L’incubatrice va accesa qualche ora prima dell’inserimento delle uova, in modo che la temperatura si assesti bene e l’umidità arrivi al giusto tasso.

Inseriamo le uova negli alveoli e giriamole almeno 4 volte al giorno.

Si consiglia naturalmente il girauova automatico, perchè le gira anche 8-9 volte al dì. Stiamo attenti sempre al termometro dell’incubatrice, e ricordiamoci di rabboccare l’acqua dei canali che mantengono l’umidità ogni 2 giorni, con acqua tiepida.

 

Vi riporto di seguito, una piccola tabella per vedere dopo quanti giorni avverrà la schiusa:

Quaglie         16-17
Gallina            21
Pernice            24
Fagiano            24
Faraona            26
Anatra               28
Tacchino         28
Oca                      31
Anatra Muta  34
La schiusa inizia negli ultimi due giorni dell’incubazione in cui le uova andranno tolte dagli alveoli/separatori e disposte coricate sulla griglia di base. I piccoli pulcini andranno lasciati nell’incubatrice per almeno 24/48 h e potranno anche non mangiare per un giorno intero.
 
Successivamente a questa fase, il pulcino richiederà molta attenzione. Andrà messo in una scatola di cartone o legno, e gli andrà puntata una lampada per riscaldarsi. Dovrà abituarsi dai 37.7 gradi alla nostra temperatura.
Quindi la lampada inizialmente sarà più bassa e progressivamente si alzerà per abbassare la temperatura e lasciare che il pulcino si abitui.
 
Per l’alimentazione consiglio il mangime giallo chiamato ovaiolo, fino o prodotti a base di semola che il pulcino non abbia difficoltà a mangiare.
Mentre, per l’acquisto dell’incubatrice, consiglio INCUBATRICI BOROTTO, facilmente acquistabili su ebay.it
Ricordo che durante la fase di incubazione, le uova andranno sperate, ovvero andrà vista la costante crescita del pulcino al suo interno, per questo, farò un articolo in un secondo momento.
 
Ringrazio tutti per la lettura e invito a guardare il video sul nostro canale youtube.